Come fanno i maschi lì fuori ad essere felici? Chi si accontenta gode?

Sul gruppo del Redpillatore ho trovato questa riflessione del Redpillatore stesso, che vi propongo a mo di “intervista”: come si parla di felicità se si è brutti o mediocri?

 

Le serate al bar del paese con sempre i soliti quattro amici storici a sparare sempre le solite cazzate, accontentarsi di tipe mediocri per non dire cesse.
Fare un lavoro di merda per quattro soldi che vengono sperperati in cose inutili, ad agosto la vacanza al mare quando il tuo capo ti concede le ferie dopo averti sfruttato come uno schiavo per il resto dell’anno.
Ok, è sempre una vita migliore di quella di molti qui ma è una vita di merda uguale, come fanno? Poi vedo che molti miei coetanei si accasano anche se sono relativamente giovani, convivono con tipe appena decenti anche se loro sono bei ragazzi e potrebbero avere molto di più dalla vita. I più brutti si pigliano le cesse e se le fanno andar bene anche se magari sono delle rompicazzo.

Un mio vecchio amico si è portato in casa una ragazza madre di poco più di 20 anni con un bambino avuto da un sudamericano.Sta qui veniva fuori dalle case popolari,si sarà messa con lui solo per avere un tetto sopra la testa,il trash più totale.Adesso ci ha fatto un altro figlio e sono lì che postano felici le loro foto su fb.

Ma come cazzo fai ad essere felice in una situazione del genere che secondo me è da perculata totale? Non ti accorgi di essere un povero fallito che spenderà per il resto della sua vita tempo e denaro per crescere il figlio di uno che si è solo svuotato le palle dentro la tua ragazza e poi l’ha sfanculata?

Come fanno le persone a non avere un minimo di ambizione e ad essere felici con così poco?è solo un’apparenza di facciata o sono veramente così?E’ stanchezza, rassegnazione, condizionamento sociale?Di che si tratta?Come fanno a non soffrire quando vedono la bellezza della vita altrui?


 

Molto di tutto questo avviene per una cara vecchia filosofia di vita chiamata “prendere quello che passa in convento”, “tirare i remi in barca”, “accontentarsi”. Non tutti possono migliorare la propria vita, in pochi hanno i margini di miglioramento sia sociali che estetici per poterla migliorare. Esiste anche una frangia di gente, i “blackpillati”, che non vedono il senso di migliorare la propria vita per arrivare a una posizione “secondaria” quando ci sarà sempre e comunque di meglio.

Esiste un caro vecchio modo di dire che recita: “chi si accontenta gode”. Amici brutti, questa è una mezza verità. Il punto è che a una certa età si comincia a sentire la morte sempre più vicina, e con essa il rischio di morire soli. Alchè qualsiasi cosa comincia a essere meglio dell’alternativa “solitudine totale”. Persino il beta providing, persino il cuckolding!

Ultimo punto, per molti che la solitudine l’hanno provata davvero, una “vita normale”, anche un po’ mediocre, diventa un obiettivo e una salvezza. Tutto questo, semplicemente, perchè batte l’alternativa, e perchè l’illusione è più comfortevole della verità.

 

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