18 anni fa avveniva il massacro della Columbine High School

hqdefaultDiciotto anni fa avveniva uno dei più celebri massacri assimilabili a quella che noi chiamiamo “incel rage“. Per stessa ammissione dei killer infatti, la loro era una sete di vendetta scaturita dalle quotidiane discriminazioni che ricevevano all’interno del contesto scolastico. Perché nonostante l’Italia non sia propriamente un paradiso,  in America certe dinamiche sono ancora più marcate; parliamo pur sempre della nazione che più di tutte detta i canoni della società occidentale, esportate a suon di film, musica e produzioni televisive. E’ li che la “categorizzazione” dell’individuo trova maggiormente terreno fertile, ed è così che le persone, sopratutto gli adolescenti, si trovano confinati loro malgrado all’interno di stereotipi sociali.
Ecco che allora si parla di “nerd” piuttosto che “bullo”, di “fighetto”, di “figlio di papa””, di “secchione” e via discorrendo. Si economizza la comunicazione, il vestiario, la pettinatura al fine di creare delle “shortcut” per accedere rapidamente all’identificazione dei soggetti. Basandosi appunto, solo sull’apparenza.

Il 20 aprile del 1999 gli studenti Eric Harris e Dylan Klebold penetrano armati nella Columbine High School di Littleton, Colorado, e aprono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti.

Nella mattanza rimangono uccisi 12 ragazzi e un insegnante, 24 sono i feriti, tra cui 3 ostaggi fuggiti all’esterno dell’edificio. I due autori della strage si suicideranno a loro volta, asserragliati all’interno della scuola dopo che le squadre d’assalto della polizia sono intervenute a circondare la zona.

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