Nemo – Nessuno Escluso…Nessuno ?

Il mondo degli incel sbarca sul piccolo schermo “grazie” ad un servizio di Nemo – Nessuno Escluso, programma di Rai 2 che già di per sé rappresenta la brutta copia de Le Iene. Il che è tutto un dire.
Ammetto che qualche servizio ogni tanto me lo guardavo specialmente se aveva come inviato Enrico Lucci, il quale riesce sempre a strappare qualche risata, ma col senno di poi, dopo aver visto il reportage sul mondo dei “brutti”, mi rendo conto di quanto alterata e manipolata possa essere l’informazione che deriva da questi programmi.
Il servizio, visionabile a questo link, cerca di spiegare in 10 minuti risicati tutta l’ideologia redpill e il mondo incel, ne consegue una spiegazione parziale, superficiale e che agli occhi del pubblico di massa può risultare persino ridicola e faziosa.
Leggendo i commenti su YouTube appare evidente la poca chiarezza dei concetti espressi nel video, come la frase “sotto il 7 non è vita” che una persona “normale” non può afferrare senza le giuste basi. Figuriamoci come un tale servizio avrebbe mai potuto aprire una qualsiasi forma di dibattito costruttivo. E difatti l’unico effetto che sortisce è quello di creare “nuovi mostri” da dare in pasto all’opinione pubblica, ponendoli sotto una luce infamante che dipinge l’incel come un povero mentecatto con problemi mentali, senza neppure considerare che alla base dei problemi con le donne possano esserci problemi estetici (o sociali) oggettivi. Blupillate già viste e sentite fin troppe volte.
Alcune ingenuità potevano evitarsele anche gli stessi intervistati: cotopaxi è l’unico che ha condotto un confronto equilibrato, mentre il primo incappucciato, che sul forum dei brutti aveva come firma un video di Elliot Rodger, si è tirato da solo la zappa sui piedi. Stendiamo un velo pietoso sul gufetto di Barbafisso. Ma dico io, i redpillati sono di per sé cinici, realisti e con una sviluppata capacità analitica, per loro risulta persino difficile credere in Dio, come si può veramente pensare nella reincarnazione di un animale in un pupazzo? Eppure il messaggio che ne consegue è che siamo un branco di bamboccioni rancorosi e creduloni…. Accade quando si intervistano persone sbagliate e palesemente scelte ad hoc per costruirci attorno “il caso”. Per fortuna la maggior parte degli incel è diversa da quella che abbiam visto in TV.

A conclusione del reportage la parola è passata agli ospiti in studio, tra cui il figlio di Roby Facchinetti, che ovviamente ha manifestato il suo sdegno dicendo che i nostri son problemi mentali. Mentre l’antropologo Massimo Canevacci si è lanciato in un monologo dagli oscuri giri di parole che si può riassumere in una frase: “la bellezza è relativa al luogo e al tempo”. Solite blupillate insomma, l’arcano è riuscito, lo status quo degli italiani è salvo. Evviva L’Italia!!!
Qui si ride e si scherza, ma ci sarebbe seriamente da incazzarsi. Anche perchè alla fine della fiere son sempre gli ospiti in studio che hanno l’ultima parola, che guardacaso rispecchia sempre ciò che l’opinione pubblica si aspetta, permettendosi di sindarare (talvolta senza alcun titolo) sui problemi altrui, e lanciando un messaggio sociale che è quello di cui la gente si ricorderà. No seriamente, ditemi Francesco Facchinetti dall’alto di cosa dovrebbe conoscere la problematica incel essendo stato dapprima figlio di un cantante famoso, e poi personaggio musicale/televisivo di successo. Avrà visto fighe a tonnellate, miracoli dei Money e Status.

 

 

Gli antefatti: alcuni utenti del forum dei brutti erano stati contattati dalla redazione di Nemo per parlare degli Incel. Di questi quattro li abbiamo visti nel servizio, altri tra cui Mahler, han accettato un’intervista telefonica che evidentemente è servita al giornalista per farsi dare un’infarinatura dei concetti che sarebbe andato a trattare.

Questo è il messaggio di Mahler dopo che ha visionato il servizio:

E così alla fine il servizio c’è stato. Eravamo consci che poteva andare in due modi: l’ennesima presa per il culo d’una parte non insignificante del mondo maschile, o un primo serio approfondimento sul tema, con tutte le sue molteplici sfaccettature.

Ovviamente la RAI ha scelto la prima strada. Ci mancherebbe altro che si rendesse degna dell’esborso che ci impone in bolletta col canone.

Non è tutto da buttare nel breve servizio, ma si sono concentrati unicamente su dei casi umani, caricando sulle loro spalle la responsabilità di portare avanti le tematiche incel e redpill. Un po’ come mandare Zichichi a discutere con una civiltà aliena dei progressi scientifici della Terra. Ok, forse i casi umani sono gli unici che hanno accettato di metterci la faccia. Se però viene data voce solo a chi parla di lanciafiamme in discoteca o si fa intervistare stringendo un gufetto peluche, diventa facile per altri “casi umani” – che con canzoni di pirati che portano in alto le mani hanno inflitto all’umanità orrori forse peggiori delle stragi incel – invocare l’isolamento, la censura e la cura a base di psicofarmaci.

È curioso che nella stessa puntata si parlasse anche di transessualità: un argomento spinoso che certamente avrebbe potuto essere trattato con scherno scegliendo come portavoce macchiette imbarazzanti. Così non è stato, ça va sans dire. A riprova che non è l’oggetto, ma la luce che lo illumina, a veicolare l’immagine che giunge agli occhi degli osservatori; e quindi, in ultima analisi, conta la volontà di chi punta i riflettori. Evidentemente i problemi degli uomini sono condivisibili solo quando si tratta di liberare la donna ingabbiata dentro di loro.

A metà servizio interviene un certo Massimo Canevacci, antropologo, che, con oscuri giri di parole, ci somministra la pillola blu del relativismo della bellezza: viaggiate e vi accorgerete di quanto il vostro ideale estetico sia limitato!

Ammesso sia vero, al nostro luminare non passa per l’anticamera del cervello che la vita dell’individuo medio si svolge all’interno di una comunità e di uno spaziotempo ben precisi, ed è con quelle coordinate e quella peculiare idea di bellezza che bisogna confrontarsi quotidianamente. Tuttavia gli incel più brutti potranno consolarsi immaginando quante spasimanti avrebbero tra le donne delle tribù aborigene o presso i boscimani.

Peccato. Avrebbe potuto essere l’occasione per l’Italia di prendere coscienza della sofferenza di tanti uomini, di tanti giovani che un domani saranno cittadini chiamati a contribuire al benessere del loro paese. Che lo facciano da adulti disfunzionali non giova nemmeno a chi li deride.

Mahler

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2 risposte a "Nemo – Nessuno Escluso…Nessuno ?"

    1. su questo argomento,mi sono espressa già un po’ di tempo fa qui:
      http://animazenabroad.blogspot.com/2018/12/in-risposta-al-redpillatore.html
      credo che si dia troppo peso all’estetica,che non dico sia assolutamente da trascurare (anzi e questo vale sia per uomini che per donne:una persona trasandata,sciatta e non curante non va bene per nessuno,soprattutto perché denota scarso rispetto per se stessi),ma che non va vista come una serie di lineamenti/forme/muscoli per forza omologati con quello che ci propone il mainstrream.
      insomma:va bene curarsi,va bene tenersi in forma,ma restando se stessi e con le proprie unicità.

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