Perché la bellezza attrae

E’ sotto gli occhi di tutti, ne siamo consapevoli anche se talvolta cerchiamo di negarlo: la bellezza è il principale fattore su cui si basa gran parte dell’attrazione!

Bellezza, un fattore evoluzionistico.

La maggior parte della gente non sa darsi una spiegazione sul perché ciò avviene, si limita ad accettare o in altri casi negare la realtà dei fatti. La verità tuttavia è che la bellezza attrae eccome, e il tutto è spiegato dalle ragioni evoluzionistiche insite in ciascun organismo vivente!
Un bel copro è indice di una buona qualità genetica, e quindi di una maggior probabilità di mettere al mondo figli altrettanto belli e in salute; i connotati facciali assieme ad altre caratteristiche fisiche, vengono tramandati di generazione in generazione, per questo tra genitori e figli talvolta è possibile scorgere somiglianze più o meno evidenti.
Oh guarda che begli occhi ha quella ragazza” ci suggerisce il nostro cervello. Il nostro istinto nel frattempo ci sussurra: “scopala, sai che bella prole metterai al mondo se erediterà quegli occhi?” Inconsciamente questo è ciò che avviene anche se non ce ne rendiamo minimamente conto.

Ok, la realtà non è così schematica, le eccezioni esistono sempre, nel senso che da genitori belli possono nascere figli brutti, e viceversa. In tal senso bisogna tener conto di 3 fattori principali:
1) Rimescolamento dei connotati: un figlio eredita il bel naso della madre e i begli occhi del padre, tuttavia non è detto che questi risultino armoniosi tra di loro piazzati sullo stesso soggetto;
2) Albero genealogico: il dna di cui siamo costituiti non è solo quello derivante da mamma e papà, ma anche dai nonni e bisnonni.
3) Fattori ambientali: tutti nasciamo con una determinata struttura ossea di base, tuttavia questa si evolve anche in base all’alimentazione, alla postura e allo sport che pratichiamo nei primi 18 anni di vita.

Sebbene non ci sia l’assoluta certezza matematica che due individui di bell’aspetto mettano al mondo figli altrettanto belli, è altresì vero che un figlio bello è più probabile che nasca da genitori avvenenti piuttosto che da genitori brutti. E’ una questione statistica, non matematica! D’altra parte chi avrebbe mai avuto il coraggio di pensare che Brad Pitt e Angelina Jolie avrebbero messo al mondo figli brutti? Nessuno, ed infatti nessuno dei loro tre figli è uno sgorbio (sebbene non raggiungano l’eccellenza dei genitori).
Insomma ragazzi, diffidate da chi dice di non badare alla bellezza nella scelta di un partner, perché mente, probabilmente anche in buona fede pensando di avere un controllo tale da sopprimere i propri reali istinti. Sarebbe come dire di non voler mangiare quando si ha fame, o dormire quando si ha sonno..

Perchè allora i brutti si accoppiano e fanno figli?

La suddetta domanda a sto punto sorge spontanea e la risposta è racchiudibile in un’unica parola: MONOGAMIA.
Piano che ci arriveremo, prima è doveroso aprire qualche parentesi. Nel mondo animale ciascun individuo è programmato per riprodursi. I maschi hanno il compito di diffondere il proprio sperma con quante più femmine possibile, mentre le femmine quello di selezionare il maschio migliore per il perpetuamento della specie. Il motivo di questa discrepanza comportamentale è da ricercarsi nel fatto che per il maschio l’atto sessuale termina con l’inseminazione, mentre alla femmina spetta l’oneroso compito di portare avanti la gravidanza. Questo le rende maggiormente selettive, guidate da un istinto che le porta a badare più alla “qualità” che alla “quantità”.
Nel regno animale solo una minima percentuale di maschi nell’arco della vita, riesce ad ottener il consenso della maggior parte delle femmine, mentre la restante parte riesce ad accoppiarsi raramente o addirittura muore senza mai aver avuto la possibilità di inseminarne alcuna. Selezione naturale in tutta la sua essenziale crudezza!

L’essere umano sebbene sia più evoluto rispetto all’animale, non si discosta molto da quest’ultimo. Siamo guidati dai medesimi istinti “animaleschi”, tuttavia la nostra complessità, il modo in cui è strutturata la società, nonché il senso di “dignità” verso noi stessi, ci ha spinto verso una concezione monogama della coppia. Concezione che tuttavia non ha alcuna base naturalistica, ma unicamente culturale. Ne è dimostrazione il fatto che anche quando siamo felicemente fidanzati/sposati con una persona, continuiamo ugualmente a provare una certa attrazione sessuale verso altri individui.
L’essere umano inoltre, a differenza degli animali, fa sesso anche solo per divertimento, senza alcuno scopo procreativo.
E qui veniamo al punto: in noi sussistono due identità sessuali, quella animale -sesso fatto per divertimento- e quella “sociale” -sesso fatto per fini procreativi.
Sesso animale: il sesso fatto per divertimento, per puro piacere fisico. Le dinamiche sono le medesime del regno animale spiegato poc’anzi. L’uomo ha spinta sessuale che lo porta ad essere attratto da più donne possibile, viceversa, la donna effettua una selezione più rigida. Ne consegue che a trarne vantaggio da questa situazione, è solo una modestissima percentuale di uomini, quelli geneticamente più sani, ovvero, più attraenti.
Sesso sociale: è una forma si sesso contaminato dalla ragione ed quello che effettivamente si conclude con l’atto della procreazione e che per convenzione sociale è di tipo monogamo, ovvero, un rapporto 1:1 -esclusivo- tra l’uomo e la donna. In questo ambito, considerando l’impegno richiesto dalla vita di coppia, l’importanza della bellezza esteriore ne esce ridimensionata in quanto nella donna subentrano altri criteri di valutazione: disponibilità economica, status sociale, affidabilità e carattere in generale.
Trattandosi di un rapporto basato sull’esclusività del partner, si giunge ben presto ad una situazione in cui “ad ognuno il suo”. Spieghiamo: ci son 10 femmine e 10 maschi. Tra i 10 maschi 2 sono belli, gli altri si assestano sulla mediocrità o meno. Tutte potendo, sceglierebbero i 2 maschi più belli, ma si da il caso che questi siano già accoppiati. Le restanti 8 femmine son costrette ben presto a distribuirsi in maniera omogenea verso gli altri 8 maschi. Come potete vedere, alla fine ciascun maschio avrà trovato la propria partner, a prescindere dal livello estetico.
Questo insomma dovrebbe spiegare, spero in maniera esaustiva, la domanda posta ad inizio paragrafo.

Conclusioni

Oggigiorno il sesso per divertimento è stato sdoganato e tutti ne siamo alla continua ricerca, e le donne si concedono senza remore a qualsiasi belloccio gli capiti dinanzi. Son sicuro che anche te che stai leggendo in questo momento hai una voglia sfrenata di infilarlo dentro qualche “buco”, e solo l’idea di avere un harem di ragazze ti manda in brodo di giuggiole. Ma purtroppo questa possibilità è riservata ad una ristretta elite di soggetti (le statistiche parlano di un misero 20% dei maschi), che stanno al top per estetica. Tutti gli altri possono solo contare su quello che nell’articolo abbiamo chiamato “sesso sociale”, in pratica, fungere da bravi maritini (di donne che nel passato si son divertite con i soliti bellocci), premurosi, affidabili e con qualche soldo in tasca. Lo so, è una prospettiva abbastanza triste, ma tant’è che è questa la verità dei fatti, almeno fin quando il genere maschile non prenderà seri provvedimenti grazie ad una rinnovata consapevolezza, che spero vi sia stata esaustivamente infusa anche da questo articolo.

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