Bestie, Non-Persone. Il reale significato

Una delle critiche che più viene mossa nei confronti degli incel è il linguaggio di cui fanno uso, e più nello specifico vengono prese si mira le definizioni di “bestie” e “non persone” (sovente abbreviato in NP), in riferimento alle donne.

Anche se ad un esame superficiale tali termini potrebbero sembrare dei semplici insulti gratuiti, in realtà celano dietro un significato molto più profondo che non dovrebbe essere ignorato.
Siamo d’accordo che la forma delle parole deve essere in qualche modo pesata, ma è pur vero che dopo questo articolo forse vedrete le cose sotto un’altra prospettiva.

Premetto che questo articolo, così come tutti gli altri del blog, non ha alcun movente politico o religioso, né tantomeno giustifica l’uso della violenza o dello stupro. Si limita ad analizzare e riportare i fatti così come stanno in maniera -come sempre- obiettiva senza i filtri del politically correct.
L’uso della violenza e l’odio in generale è sacrosanto che vengano ostracizzati dalla società, ma è altresì vero che è necessario riconoscere un disequilibrio sociale ai danni dell’uomo, e che la fenomenologia incel, in fondo in fondo, è una naturale -quanto logica- conseguenza dei tempi in cui viviamo.

In natura maschi e femmine hanno ruoli, ma sopratutto comportamenti ben distinti. Il maschio si fa avanti tramite l’ausilio della forza fisica per sopraffare gli altri maschi ed assicurarsi l’accoppiamento (vedi il combattimento in fase di corteggiamento), e in casi estremi qualora questa non dovesse essere sufficiente, si avvale di tale forza per costringere la femmine ad accoppiarsi. In pratica è quello che noi chiamiamo stupro.
La femmina dal suo canto, ha un’indole più pacifica, attendista, e il suo ruolo è solo quella di scegliere il maschio migliore per procreare (selezione sessuale).

Non a caso è facilmente dimostrabile come nei branchi di parecchie specie animali, il maschio alpha, tale per essersi fatto largo tra gli altri maschi tramite forza fisica, è quello che maggiormente riceve le attenzioni delle femmine. I suoi subordinati, i beta, raccolgono le sue briciole.

Dopo la prima fase che vede i maschi competere tramite l’ausilio della forza, la scelta del partner sessuale passa alla femmina, ed in questa fase è facilmente osservabile come il concetto di LMS è applicato anche tra gli animali: le femmine scelgono in base a criteri quali
1) Prestanza fisica (il cervo con le corna più lunghe) o specifiche caratteristiche estetiche (vedi la coda dei pavoni)
2) Risorse che il maschio è in grado di fornirle
3) Status all’interno del branco.

Sin dalla comparsa dei primi esseri umani, ai tempi del homo habilis, le dinamiche tra sessi erano le medesime che possiamo oggi osservare tra gli animali (d’altra parte secondo la teoria dell’evoluzione l’uomo è una scimmia più evoluta). Sta di fatto che ad un certo punto della storia ci si è resi conto che ai fini del progresso era meglio smettere di competere e cominciare a cooperare. L’uso della forza da parte del maschio, sia nei confronti degli altri maschi che delle femmine, è stato stigmatizzato e ostracizzato; vedi ad esempio le sanzioni nell’uso della violenza, dell’omicidio e dello stupro. In pratica la betizzazione dell’uomo è stato un passo fondamentale per favorire il benessere della società. Cosa rimaneva dunque? Regolamentare anche il mercato del sesso al fine di mantenere saldi questi equilibri; si è osservato dunque come nel corso della storia, tramite l’adozione di rigide strutture sociali e l’ausilio della religione, il sesso pre-matrimoniale e in generale il libertinaggio sessuale, erano pratiche scoraggiate e demonizzate.

Giungiamo dunque al 1968 quando si assiste alla rivoluzione sessuale. In questo frangente le donne han cominciato a rivendicare i propri istinti venendo meno ad un patto sociale. Quello che loro han rivendicato è stato in pratica una rievocazione di comportamenti prettamente animali, fatto che le ha regredite ad uno stato di bestie, e quindi, non-persone. Parole senza alcun dubbio pesanti ad una prima occhiata, ma che nascondono dietro una certa “etimologia”.

D’altro canto il discorso vale anche al maschile: quando un uomo ricorre alla violenza fisica, verbale o psicologica, esternando dunque istinti primordiali, non viene forse assimilato ad un “animale” ?

“Siamo creati per essere cacciatori e viviamo nella società dello shopping. Non c’è più nulla da uccidere, nulla da combattere, da sconfiggere, nessun luogo da esplorare: è da una società così demascolinizzata che nasce l’uomo medio”

David Fincher regista di Fight Club.

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