L’uomo è sempre il porco della situazione

Spesso sentiamo parlare di “doppio standard sessista” a riguardo del fatto che “Uomo che va con tante donne è un dongiovanni // donna che va con tanti uomini è una tro.a”. 
Noi condanniamo i doppi standard sessisti, ma vogliamo parlare anche di doppi standard sessisti sugli uomini? Sì? Allora, vediamone alcuni fra i tanti:

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Fenomenologia della sessualità femminile, dall’epoca della repressione ad oggi

Vi siete mai chiesti perché un tempo la sessualità della donna era tenuta “sotto controllo” e stigmatizzata dalla società tutta? La redpill ben spiega questo fenomeno, e alla fine di questa lettura ne uscirete sicuramente con un maggior grado di consapevolezza.

Come ben sappiamo in natura è la donna a detenere il potere sessuale. E come direbbe il buon vecchio Spiderman, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Citazione nerdosa (o merdosa?) a parte, basti pensare al celebre detto “tira più un  pelo di figa che un carro di buoi“. Per la figa si son combattute guerre, sia personali che su larga scala. E come ogni altra fonte di potere non equamente distribuito tra la popolazione, sorgono problemi quando questo crea un’insoddisfazione diffusa. Perché ricordate: “la soddisfazione di pochi è scaturita dalla frustrazione di molti“.
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Donne obese felici e sessualmente appagate

Per chi ci segue assiduamente non rappresenterà una novità, piuttosto un’amara conferma: le donne possono permettersi di essere indecenti e trovare comunque eserciti di uomini sfigati pronti ad scoparle.
In un servizio di Nemo andato in onda qualche settimana fa, vengono intervistate delle persone ampiamente sovrappeso che si dichiarano felici della loro condizione.

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Ascesa e declino del movimento meetoo: prima o poi i nodi vengono al pettine!

Nell’ultimo anno si è diffuso a macchia d’olio il movimento #meetoo in seguito agli scandali sessuali che si son verificati in quel di Hollywood, ma adesso la bolla di sapone sembra che stia per esplodere, rivelando quanto di marcio ci sia dietro le denunce delle attrici circa i presunti abusi.

Era l’ottobre dello scorso anno quando Harvey Weinstein venne accusato di  molestie, aggressioni sessuali e di violenza sessuale di una dozzina di donne. In seguito a queste calunnie, molte altre personalità femminili dell’industria cinematografica accusano il produttore di fatti simili, mentre Weinstein continua a professarsi estraneo ai fatti.

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La sfuriata sessista di Nadia Rinaldi all’isola dei famosi

Alcuni giorni fa sull’isola dei famosi c’è stato un battibecco tra Nadia Rinaldi e il bel Francesco Monte. Poco frega a noi di queste gossippate, ma la notizia è saltata alla nostra attenzione per l’ennesimo, ingiustificato pensiero sessista, stavolta scaturito dalle parole della corpulenta isolana.

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Commentiamo l’articolo del sito partedeldiscorso.it

Di recente sul sito partedeldiscorso.it è stato pubblicato un articolo che affronta il tema della Red Pill e di tutta la subcultura che si è creata attorno, grazie anche a blog come il nostro. L’articolo scritto da una donna, ovviamente tenta di screditare le tematiche che da sempre professiamo, creando anche forzati parallelismi con episodi di cronaca nera come il caso di Elliot Rodger.
L’articolo è di quanto più superficiale possa esistere, limitandosi a screditare le nostre parole senza fornire reali prove o dati, liquidandole con un miscuglio di frasi il cui senso è pressappoco “gli uomini pensano di aver capito cosa vogliono le donne, ma si sbagliano“. Facile uscirsene così senza fornire argomentazioni vere…
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Ignazio Moser: 163 donne scopate. Tra conferme redpill e indignazione femminista

Da qualche giorno è iniziato il GF Vip 2. Ve ne frega qualcosa? Neanche a noi, fatto sta che da sempre il programma porta in diretta nazionale grandissime manifestazioni redpilliane.
L’ultimo caso scoppiato è quello che riguarda il ciclista Ignazio Moser, un belloccio alto 190cm e che ha ammesso di annotare su un taccuino tutte le donne che si è portato a letto, pratica che mette in atto sin da quando aveva 15 anni, precisando inoltre che “se le scopi bene tornano tutte..

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Il femminismo e le sue conseguenze

Censurato da facebook
Questo è un contenuto assai speciale, fonte di astio da parte delle femministe e dei soliti cuckold, che ne ha decretato l’oscuramento dalla pagina di Facebook. Ve lo riproponiamo qui senza filtri e censure!

Bè oddio mo una cosa bisogna ammetterla, questa, che ci piaccio o no, è l’epoca della rivalsa delle donne, su tutti i piani e in tutti i campi, rivalsa nata con quelle mignottate del femminismo & co e ancora in corso, come riscatto degli anni “bui” per le donne.

Ora la situazione è questa: le donne governano la società, sono, e sanno di essere esteticamente più belle di prima, possono permettersi di vestirsi in modo provocante, e sanno che questo fa sbarellare il 99% degli uomini, ergo sanno di tenere gli uomini per le palle e, dal canto loro, giustamente ne approfittano. Questo comporta uno stravolgimento della società e dei valori portanti, che fino a 20-30 anni fa erano quelli degli uomini, che hanno contribuito a costruire tutta la società odierna dal paleolitico, ora invece i valori di allora ( rispetto, onore, fratellanza, spirito di sacrificio) stanno andando altamente a puttane, i nuovi valori, importati e messi in primo piano dalle donne, sono l’estetica, l’ostentazione di se stessi, l’apparire meglio di tizio, insomma valori vuoti e inutili, che non portano niente di produttivo, ma solo fanaticheria futile.

Il grosso problema ora è che le donne, per loro stessa natura, sono esseri deputati alla sopravvivenza tramite inganno, raggiro e menzogne, in quanto se non possono competere fisicamente con gli uomini ( dai tempi delle caverne) hanno sviluppato nuovi metodi non fisici, ma psicologici, per restare a galla, tipo puntare sull’appetito sessuale maschile per dirne una su cento.

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13 Reasons Why … why?

13 Reasons Why è una serie statunitense prodotta da Netflix e che affronta un tema a noi particolarmente caro, quello del suicidio.
Tuttavia lo show si concentra sulle vicende di una ragazzina, non toccando minimamente punti appartenenti alla sfera maschile nonostante, dati alla mano, il tasso di suicidi dei ragazzi è 4 volte superiore a quello delle ragazze.
Comprendiamo che magari sul pubblico fa maggiormente “presa” la storia di una femmina piuttosto che di un maschio, e audience alla mano, gli sceneggiatori sembrano averci azzeccato. Il problema di fondo è come vengono trattati i temi di contorno alla trama, che evidenziano un messaggio liberal-femminista di cui davvero non ce n’era bisogno.
La serie ci propone una serie di personaggi abbastanza stereotipati, dipingendo figure adolescienziali in cui si possono individuare tre grandi macrocategorie: le ragazze vittime di abusi, e i ragazzi a loro volta divisi tra figobulli (la maggior parte) e i beta. Forse il più equilibrato è Tony, che però è omosessuale quindi fa storia a sé.

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Quello che ne esce è un ritratto in cui le ragazze sono le eterne indifese alla mercè del maschio violento e predatore. Guardacaso, nessuna di loro si contraddistingue per un’indole particolarmente cattiva o “sessualmente libertina”, la loro psicologia resta confinata in quel che è socialmente accettato, mescolato talvolta ad una gran dose di furbizia. Di contro, sui ragazzi ricadono accuse di stupro, violenza o quando nel “migliore” dei casi, di conclamata coglionaggine tipica del maschio BETA.
Precisiamo, quanto esposto è un riassunto estremamente riduttivo e superficiale di quello che propone la serie, ovviamente nei 13 episodi che la contraddistinguono si toccano corde di vario genere. Tuttavia il messaggio finale che ne traspare, è praticamente il medesimo.

katSe siete bramosi di saperlo, la tematica della bruttezza non viene minimamente affrontata, anzi, viene bellamente ignorata anche a fronte del casting: la ragazza suicida, tale Hannah Baker, a parte le forme non propriamente longilinee (così che l’americanozza media possa meglio identificarcisi) è bella, con un viso aggrazziato ed attraente. Prendere una vera cessa obesa no eh? Nella vita reale una così avrebbe un gran giro di amicizie, di storie e una vita appagante. Nella serie invece sembra che il mondo gli si ritorca contro, complice anche un’instabilità mentale che affiora per ogni minima cazzata…e scusate il francesismo.
Eloquente la scena di un episodio in cui Hannah si sente addirittura mortificata per essere stata eletta “il culo più bello della classe”. La prende proprio a male come se gli avessero calpestato la dignità! Ovviamente, tra le righe c’è la solita ipocrita denuncia sulla mercificazione del corpo femminile, ma come se ciò non bastasse, gli sceneggiatori han rincarato la dose. Mentre Hannah si confida col suo amico dell’avvenimento, questi ipotizza quali sarebbero stati gli esisti di una classifica analoga fatta a ruoli inversi. Ed Hannah risponde: “le ragazze non farebbero mai una cosa del genere”.. Alche ho sbroccato, lo ammetto!
E’ chiaro che si è trattato l’ennesimo tentativo di spacciare il maschio per cattivo e superficiale, a fronte di ragazze profonde e sensibili… ideologia che ovviamente che non trova nessun riscontro nella realtà. Forse anche tu che leggi ricorderai le “classifiche di bellezza” in cui si prodigavano le gentil donzelle ai tempi delle medie e delle superiori… Se sei stato tanto fortunato da esserti evitato il dramma, sappi che son cose che accadono (e accadevano) di continuo nelle scuole di tutto il mondo. Quindi a che gioco stanno giocando?

Ho così immaginato cosa sarebbe accaduto se il serial fosse stato di stampo “maschilista”, con ragazzi vittime di abusi psicologici, e ragazze troieggianti pronti ad approfittarne mentre se la spassano con i bellocci del college. Insomma, un vero esempio di red pill applicata alla finzione. Sublime…
Ovviamente ci sarebbero state manifestazioni di indignazione, con tanto di proteste in piazza delle solite femministe; i salottini dell D’Urso si sarebbero riempiti da qui fino alla prossima stagione. Ci sarebbero stati tentativi di boicottaggio e probabilmente, persino la perdita di iscritti a Netflix. Invece tutto ciò non è accaduto, addirittura son state avanzate diverse  proposte per rendere obbligatoria la visione del telefilm nelle scuole! Ed ancora una volta il maschio soccombe impotente di fronte allo scempio mediatico dell’era del femminismo a tutti i costi.


Se siete interessati all’argomento, di seguito vi proponiamo l’ottimo articolo pubblicato su www.dudemag.it.

13 Reasons Why sì, parla di temi importanti, ma lo fa in un modo talmente superficiale e a tratti follemente deviato che mi ha spinto a pensare a due opzioni: o gli americani sono un popolo di idioti e pensano che sia questo il modo di educare gli spettatori (perché l’intento è dichiaratamente questo) a temi come il suicidio e il bullismo, o questa serie televisiva è una schifezza incredibile. Penso che la risposta sia un misto di entrambe queste possibilità.

13 Reasons Why non solo è una serie televisiva che banalizza, storpia e romanticizza temi seri e interessanti, ma è pure fatta male. Se Hannah Baker ha avuto bisogno di 13 cassette per spiegare al mondo i motivi del suo gesto, ecco 13 motivi per cui questa storia non meritava di essere raccontata:

    1. 13 Reasons Why sembra una storia pensata da quegli adulti che devono capire i giovani, una puntata infinita di qualche rubrica di Concita De Gregorio sui problemi dei ragazzi nei licei. Non c’è nessun tipo di attendibilità nella ricostruzione dei fatti, che si basano principalmente su uno schema narrativo neutro e stereotipato quarterback-cheerleader-nerd senza aggiungere nessun tipo di approfondimento al carattere di ognuno di questi adolescenti.
    2. La banalità di questa serie si palesa sin da subito grazie alla colonna sonora: la prima canzone che si sente è una canzone dei Joy Division, il cantante dei Joy Division si è suicidato. Brillante trovata.
    3. Gli stereotipi sono talmente asfissianti che ti viene voglia di spaccare lo schermo: da «hai citato Star Wars quindi sei un nerd» all’imprescindibile consequenzialità tra ricchezza e cattiveria, passando per «le cheerleader sono stupide», «le feste sono pericolose», «se bevi e guidi muori, per forza».
    4. I genitori sono solo ed esclusivamente dei dittatori senza scrupoli che devono far rispettare la loro legge indiscussa, o in alternativa dei grandissimi rompicoglioni apprensivi: a un ragazzo di 17 anni, ad esempio, non è concesso neppure starsene nella sua stanza con la porta chiusa perché è pericoloso.
    5. Alla radice di tutti i mali che hanno spinto Hannah Baker ad uccidersi, ci sono piccoli gesti che dimostrano quanto i dettagli siano fondamentali: per esempio, una lista dei più belli della scuola dove appare il tuo nome deve essere necessariamente presa sul serio. Forse più che in un liceo, avrebbero dovuto ambientarlo in una quinta elementare.
    6. Nel 2017 alcuni ragazzi diffondono tramite MMS (?) una foto scandalosa di Hannah Baker per rovinarle la reputazione e marchiarla per sempre con il timbro di puttanella. La foto in questione mostra Hannah e una piccola parte delle sue mutande, eppure è sufficiente. Questo episodio mi spinge sempre di più a pensare che tra gli sceneggiatori ci sia Concita De Gregorio o Roberto Saviano.
    7. Il sessismo è l’ingrediente fondamentale di questa serie, insieme all’istigazione al suicidio passivo aggressivo: tutti i maschi sono dei porci, anche quelli che vogliono consolarti, per non parlare di quelli che sono innamorati di te. Tutti. Non esiste un ragazzo negli Stati Uniti che non proverà ad infilarti una mano sotto la gonna senza il tuo permesso. I maschi fanno schifo, le donne sono vittime (silenti).
    8. La tua ex migliore amica viene stuprata sotto i tuoi occhi, cosa potresti fare?, denunciare?, dirle la verità? No, molto meglio, non dire nulla e comportati come se non fosse successo nulla, torna a casa dello stupratore senza preoccuparti del fatto che magari potrebbe succedere di nuovo, magari proprio a te, quindi spogliati e fatti l’idromassaggio aspettando che lo stupratore che tu non hai denunciato ti si avvicini.
    9. Attenzione però, se l’aggressione sessuale proviene da un’altra donna non c’è motivo di scandalizzarsi, non è valida. Se una tua compagna di classe comincia a spogliarsi e ti si fionda addosso, le sue intenzioni non sono cattive, perché lei è donna quindi non è pervertita. Può essere stronza, antipatica, cattiva ma viscida mai.
    10. Se il ragazzo che ti piace, a cui piaci, che non ha mai fatto nulla di male contro di te se non qualche sporadico momento di umana debolezza, dopo che gli hai proposto di appartarvi in una stanza (perché sì, strano a dirlo ma le ragazze pure possono essere consenzienti e possono persino prendere l’iniziativa verso questo demone che chiamiamo sesso) prova a stabilire un contatto fisico con te, è plausibile che una carrellata mentale di tutti i gesti di umiliazione che hai subitoti spingano a trattare malissimo l’unica persona che è stata sempre gentile e premurosa con te. Ovviamente il giorno dopo, nonostante tu l’abbia cacciato dalla stanza come se ti avesse appena obbligata a fare qualcosa che, mi dispiace Concita e tutte le altre mamme premurose, piace e attira anche le ragazze, ti comporti come se non fosse successo niente e ti aspetti pure che il povero sfigato Clay torni da te, magari a chiederti scusa.
    11. Se una ragazza si suicida, tutti sono pronti a cercare colpevoli e a commemorarla, tutti ne soffrono. Se un ragazzo muore in un incidente stradale no, perché è colpa sua se ha bevuto. Ci sono morti di prima e di seconda categoria, al Liberty High. La morte di Jeff è solo funzionale alla trama di Hannah Baker. L’unica eredità di Jeff, oltre al monito per i posteri, è il senso di colpa che deve tormentare l’intera esistenza della ragazza che ha colpito un palo dello stop, causando la sua morte. Perché danneggiare un segnale stradale è un crimine orribile, Sheri, e meriti l’ergastolo per questo.
    12. Hannah Baker preferisce torturare psicologicamente tutte le persone che hanno contribuito alla sua infelicità con un elaborato sistema di cassette e narrazione dall’aldilà senza tuttavia denunciare l’unico vero colpevole, ovvero lo stupratore che ha violentato lei e la sua amica davanti ai suoi occhi, facendo credere per tutto il tempo della ricostruzione degli eventi all’unica persona che la amava davvero di essere anche lui colpevole e non includendo minimamente in questo progetto di vendetta passiva aggressiva una spiegazione del suo gesto per i suoi genitori che non hanno fatto assolutamente nulla per farla stare male se non rimproverarla per aver perso settecento dollari. 
    13. Dunque, riassumendo, il delizioso progetto finale di Hannah Baker è il seguente: organizzare una caccia al tesoro per il colpevole senza tuttavia includere una punizione, se non quello del senso di colpa, torturando per tutta la durata della serie l’unica persona che l’amava facendogli credere di essere anche lui colpevole perché non ha insistito davanti ad un suo no (però «no means no», giusto Hannah?). In tutto ciò, nessun messaggio e nessuna spiegazione per i genitori che sembrano sempre volerle molto bene. Ma soprattutto: senza nessun tipo d’introspezione, di motivazione o di argomentazione se non quella della vendetta, Hannah Baker si uccide. Si uccide perché lo psicologo della scuola non l’ha capita. Si uccide perché così può dire a quei 13 bastardi che la colpa è loro. Si uccide perché non esiste alternativa alla morte per il suo dolore, o almeno così ci sembra di capire da quelle cinque o sei parole che spende a riguardo che parlino di lei e non dei cattivi che la circondano. Così, passiamo da Dawson’s Creek a una scena cruda e turpe di una ragazza che si taglia le vene in una vasca da bagno senza aver ben capito effettivamente cosa pensasse davvero Hannah Baker mentre lo faceva.

  1. Complimenti, mi sembra che legittimare il suicidio di un’adolescente attraverso la vendetta sia esattamente il modo migliore per risolvere i problemi ed educare i giovani alla bellezza della vita.

 

 

Le donne assorbono e trasportano DNA vivente e cellule da ogni uomo col quale fanno sesso: ecco il “microchimerismo”

ATTENZIONE: pericolo femministe incazzate.

Oggi vi traduco uno screen trovato sul sito 4chan che potete leggere anche in inglese qua sotto. Introdurre tutto ciò è impossibile: per scoprire di più, apri l’articolo.

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