The Red Pill, il documentario disponibile in italiano su Amazon Video

Con nostra somma sorpresa abbiamo scoperto che il documentario “The Red Pill” si è aggiunto alla lista dei video offerti dal servizio Amazon Prime, per la prima volta sottotitolato in italiano.
“Sorpresa” perché si è trattata comunque di un’inchiesta che ha generato parecchie polemiche, ostacolato a gran voce dalle varie lobby femministe e boicottato persino da Netflix.

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Come la bellezza funziona nel regno animale e perchè la cosa dovrebbe allarmarci

Wolfgang Welsch è uno scrittore e filosofo tedesco contemporaneo che si occupa di estetica in tutte le sue sfaccettature. Nei nostri vagabondaggi per la rete ci siamo addentrati in un suo scritto parecchio attinente alle nostre tematiche, in cui egli parla del legame che sussiste tra senso estetico animale e quello umano, lanciandosi in riflessioni aventi come spunto le  conclamate teorie di Charles Darwin. La traduzione completa del testo la trovate a questo indirizzo, mentre di seguito riportiamo i punti salienti.
Anche si si tratta di concetti scontati che noi stessi da sempre ribadiamo (bellezza come sinonimo di buoni geni e quindi punto cardine della selezione naturale/sessuale, sopratutto agli occhi delle femmine), è interessante notare come il tutto sia avvalorato dai comportamenti del mondo animale, ovviamente più naturali e genuini, scevri dalle sovrastrutture sociali dell’uomo, e per questo in grado di fornirci utili indizi per capire il funzionamento dei nostri istinti più “basilari”.

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Lo scandalo dei registi stupratori: un po’ di redpill sulla questione

Da qualche settimana molte celebrità stan facendo coming out circa presunte molestie ricevute da noti registi parecchi anni or sono. La bomba è scoppiata dapprima con l’ormai noto scandalo Weinstein, a cui son seguite molte altre denunce anche da attrici nostrane. Una su tutte Asia Argento.
Tanta è stata l’indignazione da parte dei media, come era lecito aspettarsi: quando le vittime son donne, arriva puntuale il solito scossone della sensibilizzazione pubblica.
Ma tra tante chiacchiere, gossippate, celebrità in cerca di notorietà, arriva finalmente anche la controrisposta intrisa di concetti redpill!

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Perché siamo così fissati con la bellezza

(Articolo tratto da Vice)

Per quanto mi piaccia pensare di aver scartato in tenera età la carriera di modella per dedicarmi alle virtù intellettuali, la verità è che nondimeno la questione della bellezza estetica mi perseguita da sempre. Da parte mia sono dolorosamente cosciente del modo in cui appaio, ma a colpirmi ancor più della questione personale è il fatto che molte serate vadano perse in interminabili dibattiti sulla bellezza o meno di conoscenti, attori e colleghe.

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Loop autodistruttivo: ecco perchè essere brutti fa quasi sempre diventare “beta”

Guardandovi attorno vi è mai capitato di notare caratteristiche ricorrenti in tutti i grandi vincenti, o al contrario tutti i grandi perdenti? Una di quelle caratteristiche, molte volte, può essere l’aspetto. Ciò non vuol dire che un brutto è perdente a priori, ma che esserlo può innescare una serie ininterrotta di reazioni esterne che portano a diventarlo. Ma vediamo assieme come mai…

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Sexodus, parte 1: uomini che rinunciano alle donne e si ritirano dalla società

Articolo tratto dal sito enzopennetta.it.

I ragazzi della mia generazione sono fottuti,” dice Rupert, un giovane tedesco amante dei videogiochi con cui sono in contatto da diversi mesi. “Il matrimonio è morto e il divorzio significa che sei rovinato. Le donne non sono più monogame, e quindi non c’interessano più per una relazione seria o per mettere su famiglia.  E anche quando corriamo il rischio, ci sono buone probabilità che i bambini non siano i nostri.  In Francia siamo persino costretti a pagare per figli che non sono nostri.  A scuola, i ragazzi sono quelli che se la passano peggio, perché le scuole sono organizzate intorno alle ragazze. Negli USA, per far stare zitti i ragazzi, si dà loro il Ritalin come se fosse una caramella.  E mentre le ragazze vengono favorite per rispettare le quote, gli uomini arrancano nelle ultime posizioni. Nessuno della mia generazione crede che avrà una pensione decente. Abbiano un terzo o un quarto della ricchezza della generazione precedente e tutti vogliono andare all’università nella speranza di sfuggire alla disoccupazione e alla povertà, perché non c’è lavoro.

Tutto questo non sarebbe così male se perlomeno potessimo trovare conforto nelle ragazze, ma veniamo trattati come pedofili e potenziali stupratori anche se solo mostriamo interesse per una ragazza. La mia è la generazione dei ‘belli’”  sospira, riferendosi a un esperimento del 1960 sui topi, che pareva predire un futuro piuttosto cupo per l’umanità. A causa dell’aumento della popolazione, i topi femmina nell’”universo dei topi” di John Calhoun smisero di riprodursi, mentre i maschi si ritirarono completamente dalla compagnia degli altri. Mangiavano, dormivano, si pulivano, ma nulla più. Avevano un pelo lucente, ma delle vite vuote.

“La somiglianza è impressionante,” dice Rupert.

 

Mai prima d’ora nella storia le relazioni tra i sessi sono state così cariche d’ansia, animosità e incomprensioni. Per le femministe radicali, che sono state la spinta dietro molti cambiamenti epocali nella società negli ultimi decenni, questo è un segno del loro successo: il loro obiettivo è far crollare le istituzioni e le strutture di potere che sostengono la società, senza curarsi delle conseguenze. Sul loro programma c’è una distruzione di tipo nichilistico.

Per il resto di noi, però, è doloroso vedere la società andare in pezzi, e uomini e donne spinti in situazioni miserevoli separate ma uguali a causa di un piccolo ma ben organizzato gruppo di agitatori. E questo soprattutto perché, come un sempre crescente numero di osservatori sta notando, un’intera generazione di giovani – soprattutto maschi – sta venendo lasciata indietro, fra le rovine di questo progetto di ingegneria sociale.

Commentatori, giornalisti, accademici, scienziati e gli stessi giovani uomini hanno tutti notato il trend: fra gli uomini dai 15 ai 30 anni un numero sempre crescente di essi si sta ritirando dalla società, rinunciando alle donne, al sesso e alle relazioni e rifugiandosi nella pornografia, nel feticismo, nella dipendenza da droghe o dai videogiochi e, in alcuni casi, in una subcultura maschile e sessista [lad culture nell’originale  ], tutti fattori che li isolano da un ambiente sociale ostile e debilitante, creato, secondo alcuni, dal moderno movimento femminista.

È difficile fargliene una colpa. Etichettati con crudeltà come bambinoni o piagnoni se osano criticare le assurde e ingiuste condizioni nei college, bar, club, ecc., agli uomini va male sia se agiscono sia se non agiscono: se evitano le donne aggressive ed esigenti, con aspettative irrealistiche, vengono ritenuti degli sfigati e dei tipi solitari, mentre se mostrano interesse sono considerati degli stupratori e dei misogini.

Jack Rivlin è editore capo di The Tab, un tabloid studentesco di grande successo il cui slogan è “Smetteremo di scriverlo quando voi smetterete di leggerlo”. Essendo la mente dietro a più di trenta giornali studenteschi, Rivlin è forse la persona nella posizione migliore per osservare questo trend. E anche lui sostiene che l’attuale generazione di giovani uomini trovi molto difficile il rapporto con le donne.

“Gli adolescenti sono sempre stati un po’ imbranati con le ragazze, ma adesso c’è il timore che essere benintenzionati non sia più sufficiente, e che anche il semplice fatto di essere impacciato può farti finire nei guai,” dice. “Ad esempio, se ti pieghi su una ragazza per essere baciato, puoi essere considerato un tipo viscido, piuttosto che un incapace.”

Le nuove regole che gli uomini dovrebbero seguire non vengono mai spiegate chiaramente, aggiunge Rivlin, lasciando i ragazzi senza nessun appiglio su come interagire con le ragazze. “Questa potrebbe sembrare una cosa positiva, perché incoraggia gli uomini a chiedere alle donne come si devono comportare (un approccio meno romantico ma più pratico), ma allo stesso tempo porta molti di loro ad abbandonare il gioco e a ritirarsi nel loro gruppo tutto maschile, dove essere sgarbato con le donne produce approvazione e dove puoi evitare qualsiasi rapporto con l’altro sesso. Molti uomini evitano le donne perché hanno paura e non sanno come comportarsi. E ovviamente se un ragazzo non trascorre del tempo con le ragazze non sarà mai molto abile nelle relazioni.”

Rivlin ha anche notato una crescente dipendenza da sostanze (soprattutto alcol) che i ragazzi usano per calmarsi. “Ho sentito molti studenti vantarsi di non aver mai fatto sesso da sobri,” dice. “Sono spaventati, il che è normale, ma lo sarebbero molto di meno se solo capissero le ‘regole’”.

Il risultato? “Molti ragazzi, bravi ma un po’ impacciati, stanno rinunciando ad approcciare le donne, perché non hanno la possibilità di sbagliare senza doversene poi vergognare come mai nella loro vita.”

Questo effetto, inoltre, si manifesta in maniera più acuta nelle comunità più povere e con basso livello di istruzione, dove l’aiuto che i giovani possono ricevere è minimo. Nella mia alma mater, l’Università di Cambridge, il fenomeno viene a malapena registrato, come spiega il presidente del sindacato studentesco, Tim Squirrell.

“Non mi pare di aver notato dei cambiamenti di recente,” dice. “Quest’anno sono stati introdotti, per le matricole, dei corsi obbligatori sul consenso, il che, secondo me, è positivo, e c’è un grande sforzo, da parte della Women Campaign, per cercare di combattere la lad culture nei campus. L’atmosfera qui è la stessa dell’anno scorso. Ci sono i ragazzi più insicuri che hanno paura a fare il primo passo, e una piccola percentuale che invece è più sicura di sé e si avvicina alle ragazze. Ovviamente anche le donne si danno da fare e avvicinano gli uomini così come fanno altrove. Sul giornale universitario non c’è stata nessuna notizia circa una diminuzione del sesso nel campus. A mio avviso, la gente fa sesso tanto quanto prima.” Per quello che riguarda Cambridge, questo non significa molto. Per una serie di ragioni socioeconomiche e di classe, Oxford e Cambridge sono isolati dai problemi che colpiscono gli altri uomini.

Ma anche in un’università prestigiosa come questa, con una popolazione di classe medio-alta e alta, vengono fatte le lezioni obbligatorie e paternalistiche sul “consenso”. Squirrell, che ammette di essere un femminista di centro-sinistra, ritiene che siano una buona idea. Ma accademici come Camille Paglia avvertono da anni che tutta l’isteria sugli assalti sessuali nei campus mette le donne addirittura in un pericolo maggiore.

Oggi le donne vengono allevate nel vittimismo, viene loro insegnato ad essere vulnerabili in modo aggressivo e vengono convinte che ogni minima infrazione, approccio o incomprensione rappresenti un “assalto”, “abuso” o “molestia”. Questo può anche funzionare all’interno dei confini sicuri del campus, dove le carriere degli uomini possono venire distrutte da una semplice voce messa in giro da una studentessa. Tuttavia, secondo la Paglia, quando queste donne si ritrovano nel mondo reale, senza la rete di sicurezza delle commissioni universitarie sugli stupri, esse sono totalmente impreparate a capire la realtà della sessualità maschile. E la paura non è di nessuna utilità per gli uomini. A conti fatti, l’istruzione si sta rivelando un’esperienza miserevole per i ragazzi.

 

Oggi nelle scuole americane e britanniche i maschi sono costantemente patologizzati,  cosa da cui gli accademici mettevano in guardia già dal lontano 2001. Essere un ragazzino vivace è oggi considerato un problema, poiché il metro di misura che viene adottato e a cui bisogna adeguarsi è il comportamento femminile. Quando non ci si adegua, la soluzione sono di solito le medicine. Durante la carriera scolastica, a un ragazzo americano su sette viene diagnosticato il disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD). A milioni di essi vengono prescritti forti stabilizzatori dell’umore, come il Ritalin, per il solo fatto di essere nati maschi. Gli effetti collaterali di queste medicine sono terribili e includono anche la morte.

Nello stesso tempo, dal punto di vista scolastico il rendimento dei maschi va peggiorando rispetto a quello delle femmine, forse perché negli scorsi decenni ci si è concentrati esclusivamente sul rendimento delle ragazze e poco o per nulla su quello dei ragazzi, che ora ricevono voti più bassi, meno lauree e diplomi e possiedono meno abilità informatiche. Sono soprattutto le abilità linguistiche maschili a essere in crisi in tutto l’Occidente. Siamo stati così ossessionati dalle ragazze da non accorgerci dei problemi dei ragazzi.

Cosa succede, quindi, a questi ragazzi che a scuola rendono meno delle ragazze, che hanno meno probabilità di andare al college, a cui vengono date medicine di cui non hanno bisogno e i cui problemi di autostima non sono stati risolti, ma che al contrario sono stati ridicolizzati da un establishment femminista che ha una forte presa sui sindacati degli insegnanti e sui partiti di sinistra? In breve, crescono in maniera disfunzionale, non vengono aiutati e in molti casi sono totalmente incapaci a relazionarsi con l’altro sesso. Questi ragazzi, traditi dal sistema educativo e dalla cultura in generale dal 1990 al 2010, rappresentano la prima generazione di quello che io chiamo sexodus, cioè l’abbandono della società da parte di quei maschi che, molto semplicemente, hanno deciso che non sono capaci (o non gli interessa) di  formare relazioni sane e costruttive nelle loro comunità, nei loro paesi o nel mondo reale in generale.

La seconda generazione del sexodus sta crescendo in questo momento, e ad essa probabilmente verrà inferto un danno maggiore a causa di leggi assurde, inapplicabili, moralistiche e totalmente misandriche come la legislazione californiana “Yes Means Yes”   [legge in base alla quale gli studenti universitari, prima di un rapporto sessuale, devono entrambi dare il loro consenso orale, o il rapporto sarà considerato uno stupro a tutti gli effetti]e dal femminismo della terza ondata, che domina su giornali come il Guardian e su altre compagnie di media come Vox e Gawker, ma che probabilmente verrà rigettato dalle donne stesse (4 donne su 5 non si considerano femministe   ).

Il sexodus non è giunto dal nulla, e la stessa pressione che ha fatto allontanare molti millennial dalla società viene avvertita anche dalla generazione dei loro genitori. Un ricercatore di quasi quarant’anni, col quale ho discusso di questo argomento negli ultimi mesi, la vede in questo modo: “Negli ultimi venticinque anni circa mi è stato detto che dovevo fare del mio meglio per avere una donna e tenerla, ma nessuno mi aveva detto quello che loro avrebbero fatto per tenere me. Posso dirti, come uomo etero sposato che lavora nel management, e che non ha abbandonato la società, che il messaggio proveniente dalle ragazze è ‘Non è solo preferibile che tu vada a quel paese, ma imperativo. Devi pagare tutto e far funzionare tutto, ma tu, le tue preferenze e i tuoi bisogni potete anche crepare.”

Negli ultimi due decenni le donne hanno mandato messaggi confusi, lasciando i ragazzi piuttosto smarriti su quello che dovrebbero rappresentare per le donne, il che forse potrebbe spiegare il linguaggio colorito che alcuni di loro usano per descrivere la situazione. Dato che la funzione di portare a casa il pane gli è stata tolta da donne che guadagnano di più e hanno voti migliori a scuola, agli uomini resta solo l’intuito per capire cosa fare, cercando di trovare una via di mezzo tra ciò che le donne dicono di volere e ciò che vogliono davvero, che spesso sono due cose diverse.

Gli uomini dicono che il gap tra ciò che le donne dicono e ciò che fanno non è mai stato così ampio. Agli uomini viene detto in continuazione che devono essere delicati e sensibili compagni sul percorso femminista. Ma le stesse donne che dicono di volere un fidanzato gentile, poi adorano gli uomini muscolosi, pieni di testosterone e piuttosto banali di una serie come Il trono di spade. Gli uomini lo sanno, e per alcuni di loro questa dicotomia rende il tutto estremamente faticoso. Perché disturbarsi a capire cosa vuole una donna, quando si può fare sport, masturbarsi e giocare con i videogiochi nella comodità della propria stanza?

Jack Donovan, uno scrittore di Portland che ha scritto diversi libri di successo sugli uomini e la mascolinità, sostiene che ormai nella popolazione adulta il fenomeno sia già endemico. “Molti giovani uomini, che vorrebbero frequentare le ragazze e sposarsi, ci rinunciano,” spiega. “E questo avviene sia per gli uomini che ci sanno fare poco con le donne, sia per quelli che invece ci sanno fare. Hanno fatto un’analisi costi-benefici e hanno concluso che il gioco non vale la candela. Sanno che, se investono in matrimonio e famiglia, la donna può portargli via tutto per un capriccio. Così preferiscono usare app come Tinder o OK Cupid per trovare delle donne, con cui si rassegnano a essere ‘giocatori’ o, quando si stufano, ‘fidanzati’.” E continua: “Quasi tutti i ragazzi hanno frequentato lezioni obbligatorie anti-stupro e sulle molestie sessuali, per cui sanno che possono essere licenziati, espulsi o arrestati solo sulla parola di una donna. Sanno che, nella maggior parte delle situazioni, sono colpevoli fino a prova contraria.”

Donovan attribuisce le cause di questa situazione al moderno movimento femminista e alla sua ipocrisia. “Gli uomini sono confusi, perché si trovano ad agire sotto l’assunto che le femministe sono in buona fede, mentre in realtà sono impegnate in una battaglia a somma zero per lo status sessuale, sociale, politico ed economico, e stanno vincendo. I media ormai permettono alle femministe radicali di intervenire in tutti i dibattiti, soprattutto perché il sensazionalismo fa più audience di qualsiasi discorso moderato. Le donne possono dire qualsiasi cosa sugli uomini, anche le più denigratorie, e riceveranno applausi e approvazione.”

Questa è certamente stata l’esperienza che alcuni gruppi di uomini hanno avuto nei media di recente, sia che si tratti di scienziati come il dr. Matt Taylor, denunciato dalle femministe a causa di una maglietta, sia che si tratti di appassionati di videogiochi che hanno visto il loro movimento etichettato come un gruppo d’odio da parte dei cosiddetti “guerrieri per la giustizia sociale” (social justice warriors).

Donovan ha le sue idee sui motivi che hanno permesso alle femministe di trionfare così facilmente. “Poiché istintivamente gli uomini vogliono proteggere le donne e interpretare il ruolo dell’eroe, se un uomo fa anche una minima critica alle donne o al femminismo, viene denunciato da entrambi i sessi come un estremista. La maggior parte dei libri e blog sugli ‘studi sugli uomini’ e ‘diritti degli uomini’ che non sono esplicitamente femministi, sono pieni zeppi di scuse nei confronti delle donne. Libri come The Myth of Male Power e siti come A Voice for Men sono gli spauracchi preferiti delle femministe, ma solo perché mostrano l’ipocrisia unilaterale delle femministe quando si tratta di perseguire ‘l’eguaglianza’.”  A differenza delle femministe moderne, che stanno creando un vero divario tra i due sessi, gli attivisti per i diritti degli uomini “sembrano davvero desiderare la parità sessuale”, aggiunge. Tuttavia, gli autori degli studi sugli uomini e gli accademici maschi devono continuamente prestare attenzione a non apparire troppo radicali. Le loro controparti donne, invece, non hanno di questi problemi, e una giornalista del Guardian come Jessica Valenti può andarsene in giro con una maglia con su scritto ‘I bathe in male tears’ (mi faccio il bagno nelle lacrime degli uomini) “Io sono un critico del femminismo,” prosegue Donovan, ma non indosserei mai una maglia con su scritto ‘I make women cry’ (faccio piangere le donne). Sembrerei solo un idiota e un bullo.”

Accademici, sociologi e scrittori affermano che un’ostilità sempre crescente e derisoria da parte dei media, e un certo numero di maschi un po’ confusi che collaborano col progetto femminista sono stati in parte responsabili di una generazione di ragazzi che, molto semplicemente, non ne vogliono più sapere niente.

Nella seconda parte incontreremo alcuni di questi uomini che si sono “ritirati”, rinunciando al sesso e alle relazioni e scopriremo che le vere vittime del femminismo moderno sono ovviamente le donne stesse, che si ritrovano più sole e insoddisfatte che mai.  

Why Women Have Sex, un libro educativo

Di seguito vi proponiamo un articolo pubblicato nel 2009 sul sito dailymail.co.uk, tradotto e riadattato in lingua italiana. L’articolo trascrive alcuni punti salienti di un tomo da 300 pagine circa intitolato Why Women Have Sex. Lo trovate su Amazon.

415pgdl6mkl-_sx332_bo1204203200_Cosa spinge la donna ad andare a letto con un uomo? Il libro scritto dagli psicologi  Cindy Meston e David Buss, intitolato Why Women Have Sex, cerca di dare una risposta all’annosa domanda.

Le dimensioni contano

La caratteristica principale che le donne guardano in un uomo è la statura. Alcuni studi hanno dimostrato come gli uomini alti siano considerati più attraenti, e che l’80% delle donne cerca un uomo alto almeno 1.82 !
Questa caratteristica si rivela determinante sia per le relazioni a lungo termine che in quelle occasionali.

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E’ arrivato il documentario sulla Red Pill

87bf958a61166130982060fde8430e86_originalQualcosa si sta muovendo anche nel mercato mainstream per quanto concerne il movimento per i diritti degli uomini. E’ di recente rilascio infatti il documentario “The Red Pill” diretto dalla filmmaker Cassie Jaye. Inizialmente scettica, la regista ha dovuto ricredersi sul reale significato del MRA (Men’s Rights Activism) arrivando a mettere in discussione  le proprie opinioni sul sesso, potere e privilegio. Il film pone l’accento sui vari problemi che affliggono il maschio contemporaneo, tra morti sul lavoro, suicidi, licenziamenti, false accuse di stupro, coscrizione militare,  mancanza di supporto in caso di violenza domestica, divorzio e custodia dei figli, disparità sulle condanne penali, disuguaglianza educativa e di tolleranza sociale della misandria, e la mancanza di qualsivoglia diritto alla riproduzione.

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Il 78% delle donne tradisce il partner

Arriva da una ricerca (a dire il vero non tanto recente, ma è stata riporta in auge per qualche ragione da tgcom24), che rafforza la nostra tesi della “age pill“.
Secondo lo studio, col passare dell’età le donne tenderebbero a tradire più facilmente, con un picco che si aggira nella fascia inclusa tra i 40 e i 44 anni!

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Brutti e discriminati: III e ultima parte

Non perderti la prima e seconda parte.

Ecco: è politicamente corretto militare per i diritti delle persone di colore, delle donne, dei portatori di handicap e delle minoranze sessuali, ma nessuno oserebbe scendere in piazza per chiedere un trattamento più giusto dei brutti. Come se fosse indecente dare valore all’apparenza fisica.

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