Considerazioni sparse sull’interazione tra sessi

Anche se è vero che noi uomini abbiamo sfumature ampie di ciò che ci piace (posso mettere qui foto di donne di statura, peso e seno diverso tutte belle mentre esiste purtroppo un solo stereotipo di uomo), è anche vero che provarci con chi non piace solo per una scopata non fa altro che incrementare ancora di più il disagio. Cioè per noi il sesso è difficile da raggiungere, costa fatica, soldi, spesa e altre cose che purtroppo nessuna donna empatizza. Facciamo gli errori di facciata e basta ma quasi quasi nemmeno ci piace più. Allora pur di avere un buco ci si basa sui numeri ed “accontentarsi”. Ma questo ragionamento va contro noi stessi uomini, perché così c’è troppa richiesta e le donne ne approfittano (giustamente, non si può darle torto… Hanno un potere e lo usano).

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La redpill nei classici Disney

Molte volte quando si parla di film Disney, in particolare dei “Grandi Classici”, si cade nell’errore di considerarli troppo buonisti e lontani dal cinismo che invece permea la vita reale (bluepillati in pratica); in realtà ciò è vero solo a metà. La caratteristica che ha reso indimenticabili tali classici -ad onor del vero- è la capacità di offrire un tipo di comunicazione “multistrato” e saper indirizzare specifici messaggi in base alle fasce di pubblico: i bambini possono trarne gli insegnamenti buonisti e più bluepillati, gli adulti -invece- leggere tra le righe significati più maliziosi e perfettamente in linea con i dogmi della redpill.

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Zerbini rispondono ad una brutta

Juggernaut Law: più una donna è brutta più sono gli uomini che pensano di avere possibilità di portarsela a letto. Ogni difetto la rende ancora più potente sul mercato.
Ciò significa che una donna nella media o peggio della media, vanta comunque uomini che ci provano, in un numero che a sessi invertiti sarebbe semplicemente inimmaginabile.
Non si può fermare il potenziale di appuntamenti di una donna. E’ inarrestabile. Da qui il termine Juggernaut che in inglese indica appunto una forza inarrestabile, reale o metaforica.

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[Vignetta] Perché l’amicizia tra donne è importante

Un uomo nella stessa situazione finirebbe sul forum dei brutti dove con tutta sincerità gli verrebbe spiattellata la verità in faccia. Confronto da parte degli amici ovviamente nemmeno a parlarne. Ma tra donne la situazione è ovviamente diversa. Nulla può scalfire l’autostima di una donna perché anche qualora le sopraggiungesse qualche dubbio, han la solita fila di zerbini è amiche ochette pronti a supportarla (mentendo)

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Sexodus, parte 1: uomini che rinunciano alle donne e si ritirano dalla società

Articolo tratto dal sito enzopennetta.it.

I ragazzi della mia generazione sono fottuti,” dice Rupert, un giovane tedesco amante dei videogiochi con cui sono in contatto da diversi mesi. “Il matrimonio è morto e il divorzio significa che sei rovinato. Le donne non sono più monogame, e quindi non c’interessano più per una relazione seria o per mettere su famiglia.  E anche quando corriamo il rischio, ci sono buone probabilità che i bambini non siano i nostri.  In Francia siamo persino costretti a pagare per figli che non sono nostri.  A scuola, i ragazzi sono quelli che se la passano peggio, perché le scuole sono organizzate intorno alle ragazze. Negli USA, per far stare zitti i ragazzi, si dà loro il Ritalin come se fosse una caramella.  E mentre le ragazze vengono favorite per rispettare le quote, gli uomini arrancano nelle ultime posizioni. Nessuno della mia generazione crede che avrà una pensione decente. Abbiano un terzo o un quarto della ricchezza della generazione precedente e tutti vogliono andare all’università nella speranza di sfuggire alla disoccupazione e alla povertà, perché non c’è lavoro.

Tutto questo non sarebbe così male se perlomeno potessimo trovare conforto nelle ragazze, ma veniamo trattati come pedofili e potenziali stupratori anche se solo mostriamo interesse per una ragazza. La mia è la generazione dei ‘belli’”  sospira, riferendosi a un esperimento del 1960 sui topi, che pareva predire un futuro piuttosto cupo per l’umanità. A causa dell’aumento della popolazione, i topi femmina nell’”universo dei topi” di John Calhoun smisero di riprodursi, mentre i maschi si ritirarono completamente dalla compagnia degli altri. Mangiavano, dormivano, si pulivano, ma nulla più. Avevano un pelo lucente, ma delle vite vuote.

“La somiglianza è impressionante,” dice Rupert.

 

Mai prima d’ora nella storia le relazioni tra i sessi sono state così cariche d’ansia, animosità e incomprensioni. Per le femministe radicali, che sono state la spinta dietro molti cambiamenti epocali nella società negli ultimi decenni, questo è un segno del loro successo: il loro obiettivo è far crollare le istituzioni e le strutture di potere che sostengono la società, senza curarsi delle conseguenze. Sul loro programma c’è una distruzione di tipo nichilistico.

Per il resto di noi, però, è doloroso vedere la società andare in pezzi, e uomini e donne spinti in situazioni miserevoli separate ma uguali a causa di un piccolo ma ben organizzato gruppo di agitatori. E questo soprattutto perché, come un sempre crescente numero di osservatori sta notando, un’intera generazione di giovani – soprattutto maschi – sta venendo lasciata indietro, fra le rovine di questo progetto di ingegneria sociale.

Commentatori, giornalisti, accademici, scienziati e gli stessi giovani uomini hanno tutti notato il trend: fra gli uomini dai 15 ai 30 anni un numero sempre crescente di essi si sta ritirando dalla società, rinunciando alle donne, al sesso e alle relazioni e rifugiandosi nella pornografia, nel feticismo, nella dipendenza da droghe o dai videogiochi e, in alcuni casi, in una subcultura maschile e sessista [lad culture nell’originale  ], tutti fattori che li isolano da un ambiente sociale ostile e debilitante, creato, secondo alcuni, dal moderno movimento femminista.

È difficile fargliene una colpa. Etichettati con crudeltà come bambinoni o piagnoni se osano criticare le assurde e ingiuste condizioni nei college, bar, club, ecc., agli uomini va male sia se agiscono sia se non agiscono: se evitano le donne aggressive ed esigenti, con aspettative irrealistiche, vengono ritenuti degli sfigati e dei tipi solitari, mentre se mostrano interesse sono considerati degli stupratori e dei misogini.

Jack Rivlin è editore capo di The Tab, un tabloid studentesco di grande successo il cui slogan è “Smetteremo di scriverlo quando voi smetterete di leggerlo”. Essendo la mente dietro a più di trenta giornali studenteschi, Rivlin è forse la persona nella posizione migliore per osservare questo trend. E anche lui sostiene che l’attuale generazione di giovani uomini trovi molto difficile il rapporto con le donne.

“Gli adolescenti sono sempre stati un po’ imbranati con le ragazze, ma adesso c’è il timore che essere benintenzionati non sia più sufficiente, e che anche il semplice fatto di essere impacciato può farti finire nei guai,” dice. “Ad esempio, se ti pieghi su una ragazza per essere baciato, puoi essere considerato un tipo viscido, piuttosto che un incapace.”

Le nuove regole che gli uomini dovrebbero seguire non vengono mai spiegate chiaramente, aggiunge Rivlin, lasciando i ragazzi senza nessun appiglio su come interagire con le ragazze. “Questa potrebbe sembrare una cosa positiva, perché incoraggia gli uomini a chiedere alle donne come si devono comportare (un approccio meno romantico ma più pratico), ma allo stesso tempo porta molti di loro ad abbandonare il gioco e a ritirarsi nel loro gruppo tutto maschile, dove essere sgarbato con le donne produce approvazione e dove puoi evitare qualsiasi rapporto con l’altro sesso. Molti uomini evitano le donne perché hanno paura e non sanno come comportarsi. E ovviamente se un ragazzo non trascorre del tempo con le ragazze non sarà mai molto abile nelle relazioni.”

Rivlin ha anche notato una crescente dipendenza da sostanze (soprattutto alcol) che i ragazzi usano per calmarsi. “Ho sentito molti studenti vantarsi di non aver mai fatto sesso da sobri,” dice. “Sono spaventati, il che è normale, ma lo sarebbero molto di meno se solo capissero le ‘regole’”.

Il risultato? “Molti ragazzi, bravi ma un po’ impacciati, stanno rinunciando ad approcciare le donne, perché non hanno la possibilità di sbagliare senza doversene poi vergognare come mai nella loro vita.”

Questo effetto, inoltre, si manifesta in maniera più acuta nelle comunità più povere e con basso livello di istruzione, dove l’aiuto che i giovani possono ricevere è minimo. Nella mia alma mater, l’Università di Cambridge, il fenomeno viene a malapena registrato, come spiega il presidente del sindacato studentesco, Tim Squirrell.

“Non mi pare di aver notato dei cambiamenti di recente,” dice. “Quest’anno sono stati introdotti, per le matricole, dei corsi obbligatori sul consenso, il che, secondo me, è positivo, e c’è un grande sforzo, da parte della Women Campaign, per cercare di combattere la lad culture nei campus. L’atmosfera qui è la stessa dell’anno scorso. Ci sono i ragazzi più insicuri che hanno paura a fare il primo passo, e una piccola percentuale che invece è più sicura di sé e si avvicina alle ragazze. Ovviamente anche le donne si danno da fare e avvicinano gli uomini così come fanno altrove. Sul giornale universitario non c’è stata nessuna notizia circa una diminuzione del sesso nel campus. A mio avviso, la gente fa sesso tanto quanto prima.” Per quello che riguarda Cambridge, questo non significa molto. Per una serie di ragioni socioeconomiche e di classe, Oxford e Cambridge sono isolati dai problemi che colpiscono gli altri uomini.

Ma anche in un’università prestigiosa come questa, con una popolazione di classe medio-alta e alta, vengono fatte le lezioni obbligatorie e paternalistiche sul “consenso”. Squirrell, che ammette di essere un femminista di centro-sinistra, ritiene che siano una buona idea. Ma accademici come Camille Paglia avvertono da anni che tutta l’isteria sugli assalti sessuali nei campus mette le donne addirittura in un pericolo maggiore.

Oggi le donne vengono allevate nel vittimismo, viene loro insegnato ad essere vulnerabili in modo aggressivo e vengono convinte che ogni minima infrazione, approccio o incomprensione rappresenti un “assalto”, “abuso” o “molestia”. Questo può anche funzionare all’interno dei confini sicuri del campus, dove le carriere degli uomini possono venire distrutte da una semplice voce messa in giro da una studentessa. Tuttavia, secondo la Paglia, quando queste donne si ritrovano nel mondo reale, senza la rete di sicurezza delle commissioni universitarie sugli stupri, esse sono totalmente impreparate a capire la realtà della sessualità maschile. E la paura non è di nessuna utilità per gli uomini. A conti fatti, l’istruzione si sta rivelando un’esperienza miserevole per i ragazzi.

 

Oggi nelle scuole americane e britanniche i maschi sono costantemente patologizzati,  cosa da cui gli accademici mettevano in guardia già dal lontano 2001. Essere un ragazzino vivace è oggi considerato un problema, poiché il metro di misura che viene adottato e a cui bisogna adeguarsi è il comportamento femminile. Quando non ci si adegua, la soluzione sono di solito le medicine. Durante la carriera scolastica, a un ragazzo americano su sette viene diagnosticato il disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD). A milioni di essi vengono prescritti forti stabilizzatori dell’umore, come il Ritalin, per il solo fatto di essere nati maschi. Gli effetti collaterali di queste medicine sono terribili e includono anche la morte.

Nello stesso tempo, dal punto di vista scolastico il rendimento dei maschi va peggiorando rispetto a quello delle femmine, forse perché negli scorsi decenni ci si è concentrati esclusivamente sul rendimento delle ragazze e poco o per nulla su quello dei ragazzi, che ora ricevono voti più bassi, meno lauree e diplomi e possiedono meno abilità informatiche. Sono soprattutto le abilità linguistiche maschili a essere in crisi in tutto l’Occidente. Siamo stati così ossessionati dalle ragazze da non accorgerci dei problemi dei ragazzi.

Cosa succede, quindi, a questi ragazzi che a scuola rendono meno delle ragazze, che hanno meno probabilità di andare al college, a cui vengono date medicine di cui non hanno bisogno e i cui problemi di autostima non sono stati risolti, ma che al contrario sono stati ridicolizzati da un establishment femminista che ha una forte presa sui sindacati degli insegnanti e sui partiti di sinistra? In breve, crescono in maniera disfunzionale, non vengono aiutati e in molti casi sono totalmente incapaci a relazionarsi con l’altro sesso. Questi ragazzi, traditi dal sistema educativo e dalla cultura in generale dal 1990 al 2010, rappresentano la prima generazione di quello che io chiamo sexodus, cioè l’abbandono della società da parte di quei maschi che, molto semplicemente, hanno deciso che non sono capaci (o non gli interessa) di  formare relazioni sane e costruttive nelle loro comunità, nei loro paesi o nel mondo reale in generale.

La seconda generazione del sexodus sta crescendo in questo momento, e ad essa probabilmente verrà inferto un danno maggiore a causa di leggi assurde, inapplicabili, moralistiche e totalmente misandriche come la legislazione californiana “Yes Means Yes”   [legge in base alla quale gli studenti universitari, prima di un rapporto sessuale, devono entrambi dare il loro consenso orale, o il rapporto sarà considerato uno stupro a tutti gli effetti]e dal femminismo della terza ondata, che domina su giornali come il Guardian e su altre compagnie di media come Vox e Gawker, ma che probabilmente verrà rigettato dalle donne stesse (4 donne su 5 non si considerano femministe   ).

Il sexodus non è giunto dal nulla, e la stessa pressione che ha fatto allontanare molti millennial dalla società viene avvertita anche dalla generazione dei loro genitori. Un ricercatore di quasi quarant’anni, col quale ho discusso di questo argomento negli ultimi mesi, la vede in questo modo: “Negli ultimi venticinque anni circa mi è stato detto che dovevo fare del mio meglio per avere una donna e tenerla, ma nessuno mi aveva detto quello che loro avrebbero fatto per tenere me. Posso dirti, come uomo etero sposato che lavora nel management, e che non ha abbandonato la società, che il messaggio proveniente dalle ragazze è ‘Non è solo preferibile che tu vada a quel paese, ma imperativo. Devi pagare tutto e far funzionare tutto, ma tu, le tue preferenze e i tuoi bisogni potete anche crepare.”

Negli ultimi due decenni le donne hanno mandato messaggi confusi, lasciando i ragazzi piuttosto smarriti su quello che dovrebbero rappresentare per le donne, il che forse potrebbe spiegare il linguaggio colorito che alcuni di loro usano per descrivere la situazione. Dato che la funzione di portare a casa il pane gli è stata tolta da donne che guadagnano di più e hanno voti migliori a scuola, agli uomini resta solo l’intuito per capire cosa fare, cercando di trovare una via di mezzo tra ciò che le donne dicono di volere e ciò che vogliono davvero, che spesso sono due cose diverse.

Gli uomini dicono che il gap tra ciò che le donne dicono e ciò che fanno non è mai stato così ampio. Agli uomini viene detto in continuazione che devono essere delicati e sensibili compagni sul percorso femminista. Ma le stesse donne che dicono di volere un fidanzato gentile, poi adorano gli uomini muscolosi, pieni di testosterone e piuttosto banali di una serie come Il trono di spade. Gli uomini lo sanno, e per alcuni di loro questa dicotomia rende il tutto estremamente faticoso. Perché disturbarsi a capire cosa vuole una donna, quando si può fare sport, masturbarsi e giocare con i videogiochi nella comodità della propria stanza?

Jack Donovan, uno scrittore di Portland che ha scritto diversi libri di successo sugli uomini e la mascolinità, sostiene che ormai nella popolazione adulta il fenomeno sia già endemico. “Molti giovani uomini, che vorrebbero frequentare le ragazze e sposarsi, ci rinunciano,” spiega. “E questo avviene sia per gli uomini che ci sanno fare poco con le donne, sia per quelli che invece ci sanno fare. Hanno fatto un’analisi costi-benefici e hanno concluso che il gioco non vale la candela. Sanno che, se investono in matrimonio e famiglia, la donna può portargli via tutto per un capriccio. Così preferiscono usare app come Tinder o OK Cupid per trovare delle donne, con cui si rassegnano a essere ‘giocatori’ o, quando si stufano, ‘fidanzati’.” E continua: “Quasi tutti i ragazzi hanno frequentato lezioni obbligatorie anti-stupro e sulle molestie sessuali, per cui sanno che possono essere licenziati, espulsi o arrestati solo sulla parola di una donna. Sanno che, nella maggior parte delle situazioni, sono colpevoli fino a prova contraria.”

Donovan attribuisce le cause di questa situazione al moderno movimento femminista e alla sua ipocrisia. “Gli uomini sono confusi, perché si trovano ad agire sotto l’assunto che le femministe sono in buona fede, mentre in realtà sono impegnate in una battaglia a somma zero per lo status sessuale, sociale, politico ed economico, e stanno vincendo. I media ormai permettono alle femministe radicali di intervenire in tutti i dibattiti, soprattutto perché il sensazionalismo fa più audience di qualsiasi discorso moderato. Le donne possono dire qualsiasi cosa sugli uomini, anche le più denigratorie, e riceveranno applausi e approvazione.”

Questa è certamente stata l’esperienza che alcuni gruppi di uomini hanno avuto nei media di recente, sia che si tratti di scienziati come il dr. Matt Taylor, denunciato dalle femministe a causa di una maglietta, sia che si tratti di appassionati di videogiochi che hanno visto il loro movimento etichettato come un gruppo d’odio da parte dei cosiddetti “guerrieri per la giustizia sociale” (social justice warriors).

Donovan ha le sue idee sui motivi che hanno permesso alle femministe di trionfare così facilmente. “Poiché istintivamente gli uomini vogliono proteggere le donne e interpretare il ruolo dell’eroe, se un uomo fa anche una minima critica alle donne o al femminismo, viene denunciato da entrambi i sessi come un estremista. La maggior parte dei libri e blog sugli ‘studi sugli uomini’ e ‘diritti degli uomini’ che non sono esplicitamente femministi, sono pieni zeppi di scuse nei confronti delle donne. Libri come The Myth of Male Power e siti come A Voice for Men sono gli spauracchi preferiti delle femministe, ma solo perché mostrano l’ipocrisia unilaterale delle femministe quando si tratta di perseguire ‘l’eguaglianza’.”  A differenza delle femministe moderne, che stanno creando un vero divario tra i due sessi, gli attivisti per i diritti degli uomini “sembrano davvero desiderare la parità sessuale”, aggiunge. Tuttavia, gli autori degli studi sugli uomini e gli accademici maschi devono continuamente prestare attenzione a non apparire troppo radicali. Le loro controparti donne, invece, non hanno di questi problemi, e una giornalista del Guardian come Jessica Valenti può andarsene in giro con una maglia con su scritto ‘I bathe in male tears’ (mi faccio il bagno nelle lacrime degli uomini) “Io sono un critico del femminismo,” prosegue Donovan, ma non indosserei mai una maglia con su scritto ‘I make women cry’ (faccio piangere le donne). Sembrerei solo un idiota e un bullo.”

Accademici, sociologi e scrittori affermano che un’ostilità sempre crescente e derisoria da parte dei media, e un certo numero di maschi un po’ confusi che collaborano col progetto femminista sono stati in parte responsabili di una generazione di ragazzi che, molto semplicemente, non ne vogliono più sapere niente.

Nella seconda parte incontreremo alcuni di questi uomini che si sono “ritirati”, rinunciando al sesso e alle relazioni e scopriremo che le vere vittime del femminismo moderno sono ovviamente le donne stesse, che si ritrovano più sole e insoddisfatte che mai.  

Le donne assorbono e trasportano DNA vivente e cellule da ogni uomo col quale fanno sesso: ecco il “microchimerismo”

ATTENZIONE: pericolo femministe incazzate.

Oggi vi traduco uno screen trovato sul sito 4chan che potete leggere anche in inglese qua sotto. Introdurre tutto ciò è impossibile: per scoprire di più, apri l’articolo.

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Il falso mito delle donne alpha

183234_209303375750881_1512401_nNegli ultimi anni c’è stato un proliferare di gruppi/pagine composti prevalentemente da donne che si definiscono emancipate, sessualmente aperte e alfa.
Tali donne si vantano apertamente di usare gli uomini come “accessori”, reclamando fighi palestrati da usare come toy boy e monetati da sfruttare.
In questi gruppi se la ridono e se la godono, spesso incoraggiate da alcuni patetici zerbini che pensano di raccattare un po’ di figa assecondandole ma non riuscendo nonostante ciò ad uscire dalla loro condizione di segaioli cronici.

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Red Pill Female Special Edition: la pillola rossa applicata al mondo femminile!

ill I concetti della repill sono essenzialmente volti all’universo maschile, ma ciò non significa che la vita delle donne sia sempre rose e fiori. Ci sono alcune scomode verità che colpiscono nel profondo anche le gentil donzelle che cercheremo di documentare in questo articolo.
Se è vero che le qualità estetiche di un maschio sono quantificabili enumerando la quantità e qualità di partner sessuali, lo stesso non si può dire per le femmine. Potenzialmente qualsiasi donna dal 4 in su ha accesso ad una quantità infinita di cazzo, basta solo volerlo. Tradotto in soldoni, sia la cessa obesa da 4 che la semi-dea da 10, potenzialmente han le stesse possibilità di uscire, andare in una discoteca o in un pub, e trovarsi del sesso rapido e gratuito con uomini di pari o superiore livello. Ci sono però delle sottili differenze che a conti fatti dimostrano come a lungo termine anche la bellezza femminile paga.

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Come tener testa -se non persino vincere- una discussione con una “femminista”

Vi è mai capitato di discutere con una ragazza e di trovarvi di fronte a: negazioni di evidenza, falsità, paragoni insensati? Certo. A chi non è capitato? Oggi esamineremo due esempi per capire come non farsi umiliare dialetticamente!

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