Considerazioni sparse sull’interazione tra sessi

Anche se è vero che noi uomini abbiamo sfumature ampie di ciò che ci piace (posso mettere qui foto di donne di statura, peso e seno diverso tutte belle mentre esiste purtroppo un solo stereotipo di uomo), è anche vero che provarci con chi non piace solo per una scopata non fa altro che incrementare ancora di più il disagio. Cioè per noi il sesso è difficile da raggiungere, costa fatica, soldi, spesa e altre cose che purtroppo nessuna donna empatizza. Facciamo gli errori di facciata e basta ma quasi quasi nemmeno ci piace più. Allora pur di avere un buco ci si basa sui numeri ed “accontentarsi”. Ma questo ragionamento va contro noi stessi uomini, perché così c’è troppa richiesta e le donne ne approfittano (giustamente, non si può darle torto… Hanno un potere e lo usano).

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L’uomo è sempre il porco della situazione

Spesso sentiamo parlare di “doppio standard sessista” a riguardo del fatto che “Uomo che va con tante donne è un dongiovanni // donna che va con tanti uomini è una tro.a”. 
Noi condanniamo i doppi standard sessisti, ma vogliamo parlare anche di doppi standard sessisti sugli uomini? Sì? Allora, vediamone alcuni fra i tanti:

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Redpill e religione, facciamo il punto

Il Cristianesimo nacque dalla predicazione di Gesù che visse oltre 2000 anni fa in Palestina. Non lasciò nulla di scritto, mai suoi insegnamenti vennero raccolti dai seguaci nei libri del Nuovo Testamento e soprattutto nei 4 Vangeli.
La sua predicazione rovesciava i valori della società di quel tempo. I poveri, gli umili, i sofferenti sarebbero stati i primi ad avere accesso alla salvezza nel Regno dei Cieli. Egli chiedeva di amare i nemici e denunciava le classi dirigenti e i sacerdoti ebraici per aver ridotto la religione a insieme di leggi esteriori. Gesù venne tacciato di essere un bestemmiatore e quindi condannato a morte. I discepoli raccolsero il suo messaggio e proseguirono con l’opera di divulgazione. Comportati bene e andrai in Paradiso, tradisci le leggi divine e ti aspetterà la sofferenza eterna dell’inferno.

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Fenomenologia della sessualità femminile, dall’epoca della repressione ad oggi

Vi siete mai chiesti perché un tempo la sessualità della donna era tenuta “sotto controllo” e stigmatizzata dalla società tutta? La redpill ben spiega questo fenomeno, e alla fine di questa lettura ne uscirete sicuramente con un maggior grado di consapevolezza.

Come ben sappiamo in natura è la donna a detenere il potere sessuale. E come direbbe il buon vecchio Spiderman, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Citazione nerdosa (o merdosa?) a parte, basti pensare al celebre detto “tira più un  pelo di figa che un carro di buoi“. Per la figa si son combattute guerre, sia personali che su larga scala. E come ogni altra fonte di potere non equamente distribuito tra la popolazione, sorgono problemi quando questo crea un’insoddisfazione diffusa. Perché ricordate: “la soddisfazione di pochi è scaturita dalla frustrazione di molti“.
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Come la bellezza funziona nel regno animale e perchè la cosa dovrebbe allarmarci

Wolfgang Welsch è uno scrittore e filosofo tedesco contemporaneo che si occupa di estetica in tutte le sue sfaccettature. Nei nostri vagabondaggi per la rete ci siamo addentrati in un suo scritto parecchio attinente alle nostre tematiche, in cui egli parla del legame che sussiste tra senso estetico animale e quello umano, lanciandosi in riflessioni aventi come spunto le  conclamate teorie di Charles Darwin. La traduzione completa del testo la trovate a questo indirizzo, mentre di seguito riportiamo i punti salienti.
Anche si si tratta di concetti scontati che noi stessi da sempre ribadiamo (bellezza come sinonimo di buoni geni e quindi punto cardine della selezione naturale/sessuale, sopratutto agli occhi delle femmine), è interessante notare come il tutto sia avvalorato dai comportamenti del mondo animale, ovviamente più naturali e genuini, scevri dalle sovrastrutture sociali dell’uomo, e per questo in grado di fornirci utili indizi per capire il funzionamento dei nostri istinti più “basilari”.

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Genitori, figli e Red Pill, un rapporto controverso

I pensieri che descriverò di seguito mi stanno particolarmente a cuore perché vissuti in prima persona, sfociati più volte in atti di violenza e in un allontanamento progressivo dai genitori.
Oltre a tutti i limiti vissuti nella società, il brutto deve anche confrontarsi con i pensieri arcaici dei propri cari che ovviamente mal accettano le teorie della redpill. E questo rappresenta un male nel male, generando più danni che altro.
Cercheranno in tutti i modi di sviarvi, di offuscare la verità sotto quintali di luoghi comuni e menzogne, frutto di una loro visione distorta della realtà.
Credetemi se vi dico che i genitori son completamente ottusi di fronte all’argomento, tra voi e loro si erge un muro di omertà impressionante.
E’ così che sin da piccolo, mentre io mi accorgevo dell’andazzo generale delle cose, loro proseguivano con la loro propaganda “buonista” intrisa di concetti triti e ritriti, salvo poi notare che mal aderissero nel contesto sociale in cui mi trovavo. E la frustrazione aumentava….
Il problema dei genitori, che si presume abbiano una certa età, è che son completamente privi di capacità analitiche, il tutto aggravato dal fatto di appartenere ad una generazione completamente diversa dalla nostra, cresciuti senza il potere di internet, dei social, dell’informazione condivisa e del libertinismo sessuale. I loro pensieri aderiscono a quello che i giornali, la tv, la politica, la morale di paese han loro comunicato, ed è difficile metterli di fronte “al nuovo”.
I loro discorsi cadono spesso in contraddizione, non sono capaci di identificare i difetti di un viso, generalizzano, fanno a spallacce per avvalorare le proprie tesi (fatto eloquente: Matteo Renzi è considerato un bell’uomo, Gabriel Garko no…)
E’ un misto di concetti colmi di ignoranza ed ipocrisia che ad un redpillato fa letteralmente sanguinare le orecchie.

Non per fare del becero sessismo, ma dalla mia esperienza posso dire che con le madri difficilmente è possibile fare discorsi razionali (a volte sembra di dialogare con bambine di 5 anni), con i padri le cose vanno un tantino meglio, pur restando fermi nelle loro vetuste idee. Ma questa è la mia personale esperienza, magari voi siete più fortunati.

Come sopravvivere dunque ai deliri perbenisti dei  genitori? Tempo fa scrivemmo un articolo con le più comuni blupillate che son soliti proferire, alle quali seguono considerazioni razionali atte a smontarle. Dategli un’occhiata: Genitori blupill: guida alla sopravvivenza.

Sia chiaro, lo scopo di questo  articolo non è quello di generare una guerra tra figli e genitori. Il mio desiderio più grande è che sia letto sopratutto da quest’ultimi e scatenare in loro qualche riflessione.
Per i figli vorrei invece suggerire un semplice trucco per smascherare l’ingenuità dei propri padri: chiedete loro “La bellezza è più importante nelle donne o negli uomini?” Se vi risponderà “Per le donne”, come il luogo comune vuole, state pur certi di trovarvi di fronte ad un autentico bluepillato. La possibilità o meno di poterlo convincere della realtà dei fatti dipende da quanto sia disponibile ad allargare i propri orizzonti….

 

Lo scandalo dei registi stupratori: un po’ di redpill sulla questione

Da qualche settimana molte celebrità stan facendo coming out circa presunte molestie ricevute da noti registi parecchi anni or sono. La bomba è scoppiata dapprima con l’ormai noto scandalo Weinstein, a cui son seguite molte altre denunce anche da attrici nostrane. Una su tutte Asia Argento.
Tanta è stata l’indignazione da parte dei media, come era lecito aspettarsi: quando le vittime son donne, arriva puntuale il solito scossone della sensibilizzazione pubblica.
Ma tra tante chiacchiere, gossippate, celebrità in cerca di notorietà, arriva finalmente anche la controrisposta intrisa di concetti redpill!

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La redpill incita al suicidio? Mai quanto la blupill

Ok ragioniamoci un attimo. La redpill porta sicuramente ad avere una visione fatalista e cinica delle interazioni umani, questo ovviamente potrebbe sfociare in crisi di ansia e depressioni varie. Ma una volta accettata la realtà dei fatti, una volta toccato il fondo, almeno si hanno gli strumenti adatti per capire come risalirne.
Ad esempio se sei redpillato e non-bello sai che la colpa del fatto che non trovi nessuna è il tuo aspetto fisico; se sei bluepillato ti convinci invece che il problema risiede nella tua personalità, nel modo di agire o parlare, facendoti dunque sentire anche ritardato.
Alla luce di ciò, quale delle due cose ti spingerà più facilmente verso il suicidio? Due tizi che hanno trovato una fidanzata: il redpillato sa che lei potrebbe fanculizzarlo in qualsiasi momento per uno migliore senza rimorsi, il blupillato crede all’amore eterno e fa un sacco di cose per lei pensando che lei sarà grata e non lo abbandonerà mai. Se poi le tipe li mandano effettivamente affanculo, quale dei due è più probabile che si suiciderà?

E comunque come abbiamo già chiarito, la nostra posizione riguardo al suicidio è contraria: bisogna COMBATTERE il sistema, non farsi abbattere da esso.

La morte di Niccolò Ciatti in un’ottica redpill

La notizia della morte del ragazzo italiano a lloret, picchiato in discoteca da 3 ceceni, lascia spazio a doverose riflessioni, e si inserisce perfettamente tra le tematiche affrontate in questa pagina.
Come già sapete il mio giudizio sulle discoteche è sostanzialmente negativo, trovo siano praticamente la massima espressione del degrado occidentale, il posto dove la già sovrana apparenza riesce paradossalmente a trionfare ancora di più.
In discoteca ogni valore umano, morale o intellettivo viene letteralmente annullato dal frastuono proveniente dalle casse e mandibole scolpite, fisici statuari e sguardo penetrante la fanno da padrone.

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Perché le ragazze hanno meno interessi dei maschi? Quello che nessuno vi dice

Censurato da facebook
Questo è un contenuto assai speciale, fonte di astio da parte delle femministe e dei soliti cuckold, che ne ha decretato l’oscuramento dalla pagina di Facebook. Ve lo riproponiamo qui senza filtri e censure!

Le ragazze non hanno interessi, o meglio, ne hanno meno rispetto al maschio. Questo perchè la loro vita è incentrata sulla passività tipica delle prede. Accade così che cercano di tessere quante più relazioni sociali possibile in modo da entrare in contatto con un grande numero di predatori. Sin d’aladolescenza possono vantare giri sociali che il maschio medio si sogna, quest’ultimo quindi è costretto a ripiegare su altri tipi di passatempo come lo sport o i videogame.
Gli interessi delle donne si accendono magicamente quando c’è di mezzo un bel faccino. Diventano allora esperte di musica grazie a Justin Bieber, esperte di cinema grazie a Ian Somerhalder, esperte di calcio grazie a Cristiano Ronaldo.
I loro sono interessi innescati unicamente dalla presenza di soggetti maschi che nella vita reale non trovano e/o non possono permettersi. Il bel faccino è una prerogativa, l’entry point della loro mente, tutto il resto è un interesse maturato per “deriva”.